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3. mare.


*mare.a

Ora e prima
io per sempre amerò il mare:

mi porta dove non si sa chi sono
e senza niente in cambio
mi lascia anche sognare.

Nascosto tra gli scogli
o ritto all’attesa
di chi non può arrivare
saprò magnificarlo

tradurre in emozione il suo scrosciare.

Ora e sempre amerò il mare

costretto dalla vita
a prendere per gioco il naufragare.



**//

Dovremmo discutere di arredo urbano
masticarci a vicenda
nell’inconsistenza d’una mezzaluna di luglio
se non piove, se non raggela.

Infliggerci ferite di granelli
di sabbia fine fine sulle braccia
oppure sulle gambe se si può

far scorrere da soli il nostro tempo.

E poi farneticare
di mondi dove non ci siamo amati…

Come questo
in cui sono da solo
a trascinare sedie in mezzo al nulla.



***abbastanza normale

Adesso è nero
il blu del mare

e noi
non siamo più vivi
d’uno scoglio:

non evitiamo
l’onda, il tonfo

non più.

Stiamo: ciò ci basta.
Levigati dagli eventi.

Contenti, scontenti:
è uguale.





poesie
09 luglio 2008 19:36
Playmobil.   Nessun commento  

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This radio station was named Kowalski


Grandina nightlife
di neon, velluto
musicato in rock

ma altrove è la casa
in questa notte
terrestre di giada:

nel pulsar d’interferenze
t’intercetto, passato
di cristallo ed irreale
sogno d’erba e sabbia, mare.

Radiocontaminazioni
della mente, tregua
di rumore bianco:

punto zero del ricordo
sulle strade intossicate
d’un’asfittica città.

Tra milioni di persone
perso nell’impossibilità
dell’affezione, urto violento
di decibel riottosi sulla realtà.




poesie
24 giugno 2008 13:45
Playmobil.   3 commenti  

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il Rifugio di un sogno

Porgo le mie dita
sul tuo corpo dormiente
senza voler svegliarti,
senza credere al tuo sonno.

So che stai sognando
d'esser lontana miglia
da questa stanza oscurata
e nascosta da mura altissime.

Ho sentito il lieve richiamo
del tuo coricarti dolcemente
e non ho aspettato altro tempo
se non che chiudessi gl'occhi.

Ed eccomi qui
a porgerti una mano
ad invitarti nel mio mondo
fatto d'animi silenziosi.

Saranno privi di giudizi
aspetteranno solo te,
senza conoscere il passato
dei tuoi aspri ricordi.

Crescerai come nuova
priva di rimpianti e lacrime
senza accorgerti d'improvviso
d'esserti mai addormentata.


(foto: Annie, http://www.myspace.com/anniealwaysdies)




poesie
22 giugno 2008 16:36
Coltrane.   Un commento  

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Le luci del Tunnel

Non ricordo molto.
Davvero.
Ma il tuo profumo sì,
guidavi in silenzio
facendoti superare
senza alcun commento
o guardando velocemente
il pazzo che osava intristirsi
nell'osservarti sorridere.
E poi quelle luci nel tunnel
mi davano il sapore del Presente,
loro, e tu che guidavi.

Non ricordo il percorso,
ma ricordo il viaggio,
forse era ieri.
Ricordo te,
ricordo il profumo,
ricordo le luci.
E ricordo il mio silenzio
che assaporava il momento
dell'attesa costante
senz'ansia.
Nel piacere.
Tu e la mia Presenza.


(foto: artemisia, http://www.myspace.com/artemisia1983)




poesie
22 giugno 2008 15:29
Coltrane.   Nessun commento  

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Nascosto, a guardare un treno

Non è che non mi vedi
è che proprio non ci sono.

Si, dovevo esserci.

Non so ancora dove.

Forse dietro la colonna

cercando d'assaporarne il fumo.
Forse sotto la panchina
a sbirciar gambe giapponesi.
Ma anche tra le lettere
che di giallo illuminano
una corsa verso di te.

Ma è il metallo che invidio.

Muovendosi sempre dritto
osserva senza alcuna presenza,
calpestando il proprio fratello
senza recar alcun dolore

ed inanimato pare divertirsi

tra il vento caldo
che gli bacia il viso arrugginito.




(foto: artemisia, http://www.myspace.com/artemisia1983)




poesie
22 giugno 2008 15:28
Coltrane.   Nessun commento  

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Panna e Fragole

Seni di panna
tra le mie rosse labbra
che assaporo incostanti
come fossero fragole
ormai mature
dopo lunghe notti
(forse diciannove
forse quasi venti)
passate ad occhi chiusi
a suonare l'arpa
come fosse un ghiacciolo
al sapore di cristallo velato.

Ed io sorreggo

quasi fosse di diamante
il nostro contatto profumato
d'eterno e giovane suono
assimilante al nostro nome segreto,
Amore.



(Foto: SaDiCa, http://www.myspace.com/a6sadica)


poesie
22 giugno 2008 15:27
Coltrane.   Nessun commento  

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Balaustra Fluo

M'accostavo alle balaustre tinte di luci fluo
per poter vedere altri petali che non fossero miei
e sotto l'ombra di nuvole scolpite dal vento
facevo tintinnare i piatti del mio succoso pasto
assaporando come un vino invecchiato di anni
quel gusto d'estrema libertà e di coraggiosa veduta
calpestando coi miei sogni fragranti d'attesa
l'orizzonte nascosto d'altrettante ombre e nuvole.

M'accorgevo solo sbattendo gl'occhi
di vedute nascoste dietro a luci artificiali
e non conoscendo il nome d'ogni forma
non potevo che ascoltare i loro lamenti silenziosi
mentre il vento suonava una melodia trasparente
fischiando senza continuità trai brillanti orecchini
che tenevo nascosti dietro un ciuffo di capelli
profumante d'Artificial Chemistry.




(foto: William, http://www.myspace.com/lyssahumana)


poesie
22 giugno 2008 15:26
Coltrane.   Nessun commento  

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My smoking house

Cercavo di contare i miei neri capelli
persi sul legno di questa scrivania riempita di fogli,
mentre la nebbia m'oscurava l'occhio sinistro
e lo sfondo fatto di libri ordinati negl'anni
ondeggiava lentamente
e si riempiva di lacrime rosse.

Ascoltavo la sua voce
intrecciarsi tra le corde d'una chitarra.
Correva tra di esse a fiato sospeso
trattenendo a se ogni tossico respiro
odorante di scialbe malelingue
e d'ipocriti sorrisi spenti alle spalle.

Avrei voluto disegnare nell'aria
con il suono di quelle voci acute,
anelli di fumo che sparivano lenti
al soffitto bianco di una stanza chiusa
mentre le note vibravano silenziose
nell'unico scopo d'esplodere nell'arte.

E nel blues del suo nome antiquato
assaporava la poesia del mio ascoltarlo
ed in un occhiolino mi ringraziava
forse accecato dal faro del passato
ch'evaporava coi suoi dolci pensieri,
lasciando solo la scia d'un ricordo.

Ed in me è rimasta soltanto quell'ombra
d'un epica melodia fatta di nomi
che ad ogni cantarla silenziosa e diversa
sa rendermi trasparente all'occhio inumano
che privo d'ogni sentimento rosato
s'aspetta un movimento nell'aria impura.

(A cesare)




(foto: Marco Cobbe)


poesie
22 giugno 2008 13:24
Coltrane.   Nessun commento  

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requiem di una periferia

Se li ricordano, Haussmaniani intenti 
in fila gli spenti
uguali lampioni
di guardia ai margini corrosi
da metastasi di erba.

La chimica ha fatto il suo corso
accelerato, sembra. Nervi di ruggine
esplodono dall'intonaco caduto.

Ora si annusa bene la sensazione
di marciapiedi nati morti
grigi solchi contorti
incorniciano case
come loculi di sè stesse.

Il sole manda inascoltato un raggio verde.
Per un attimo le ombre fan paura.

Ritorna nuda la struttura
come appena nata
salutava lo stesso sole.


poesie
20 giugno 2008 13:07
invernomuto.   2 commenti  

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Mikael

Ricordo la foto di un tuo padre
una risata sospesa come una girandola
sopra un circuito di decidue frecce.
E le anse di un intestino di cemento
un esercito di villi disomogenei
e una folla peristaltica di abiti estivi.
Dove ti ho ponderato Mikael
stupore di perimetri
miracolo di umiltà.
A me
che abito le rovine di vestigia barocche
bastava poco
e nel poco c'è il più.
In barba alle lordure incollate 
al pregio dell'estro porcellanato.
Mikael
modulometrica serenità
precisa escavazione
alfanumerica cortesia di un canyon di lucernai.


poesie
16 giugno 2008 20:21
invernomuto.   2 commenti  

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